Ho sempre pensato che gli spazi in cui viviamo influenzino profondamente il nostro stato d’animo.
Negli ospedali questo è ancora più evidente. Le pareti sono spesso essenziali e nude, gli ambienti neutri, le sale d’attesa luoghi dove il tempo sembra fermarsi. L’attesa della cura si dilata, ogni minuto appare più lungo e lascia spazio alla paura, all’impazienza e all’incertezza.
Mi sono chiesta se il progetto di uno spazio potesse fare qualcosa di più. Non guarire, naturalmente. Ma accompagnare.
Un’illustrazione capace di emozionare può cambiare la percezione di un ambiente. Può offrire un punto su cui fermare lo sguardo, stimolare la fantasia e regalare un momento di serenità. Quando i protagonisti sono i bambini, questa possibilità diventa ancora più importante.
Da questa riflessione è nato Favola+.
Ho immaginato che le illustrazioni non fossero semplici decorazioni, ma parti di una storia, che accompagna il bambino lungo il suo percorso, trasformando una parete in un racconto.


Una favola crea curiosità. Invita a cercare il personaggio successivo, a immaginare cosa accadrà nella scena seguente. L’attesa cambia significato: non è più soltanto il tempo che precede una visita, ma diventa il tempo dedicato a scoprire una storia. E una storia non deve finire sulle pareti. Per questo ogni Favola+ diventa anche un libro illustrato, un video e un progetto culturale che può uscire dall’ospedale, raggiungere le famiglie, le scuole e le biblioteche.
Ogni racconto conserva la memoria del luogo che lo ha accolto e delle persone, delle associazioni e degli sponsor che hanno contribuito a realizzarlo, creando un patrimonio condiviso che continua a generare valore ben oltre il momento della cura. Favola+ nasce da una convinzione semplice: gli ambienti possono accogliere, le storie possono rassicurare e, insieme, possono rendere l’ospedale un luogo più umano.
Scopri di più visitando la pagina FAVOLA+.